In questo articolo Elena Perini ci guida alla scoperta di “Insieme” di Richard Sennett. Un’analisi profonda e mai banale sulla collaborazione: una capacità da coltivare ogni giorno per imparare a fare squadra anche nel disaccordo.
Che cos’è?
Un saggio sulla collaborazione, ma soprattutto un libro sulle persone e sulla loro capacità, non sempre così scontata, di costruire qualcosa insieme.
Richard Sennett affronta la cooperazione da una prospettiva sociologica, storica e antropologica, attraversando epoche e contesti differenti. La sua riflessione parte da un presupposto interessante: collaborare è una capacità profondamente umana, ma questo non significa che siamo automaticamente capaci di farlo bene.
La collaborazione richiede esercizio, ascolto, disponibilità a incontrare l’altro e, soprattutto, capacità di abitare le differenze. Non è un comportamento spontaneamente armonioso, ma un’abilità che si costruisce nel tempo, anche attraverso le difficoltà.
Perché leggerlo?
Perché siamo abituati a considerare la collaborazione qualcosa di necessariamente positivo, quasi fosse sufficiente mettere insieme alcune persone e assegnare loro un obiettivo comune perché inizino a cooperare.
Chiunque abbia lavorato in un’équipe educativa, in un’associazione o all’interno di un gruppo sa che non funziona esattamente così.
>Si può condividere un progetto senza condividere il modo di realizzarlo. Si può lavorare fianco a fianco senza incontrarsi davvero. Si può persino desiderare lo stesso risultato e continuare a ostacolarsi.
Sennett ci invita a guardare la collaborazione senza idealizzarla. Cooperare non significa essere sempre d’accordo, evitare il conflitto o rinunciare alla propria posizione. Significa imparare a costruire relazioni capaci di sostenere anche il disaccordo.
Ed è proprio questo l’aspetto che trovo più interessante: la cooperazione non elimina le differenze, ma ci chiede di imparare a lavorarci dentro.
Per chi?
Lo consiglierei a chi lavora con le persone e, soprattutto, a chi vive, accompagna, conduce o guida gruppi.
A chi ha la responsabilità di tenere insieme persone diverse, ma anche a chi di un gruppo fa parte e ogni giorno si confronta con idee, bisogni, aspettative e modi di lavorare differenti.
Penso agli educatori, agli insegnanti, ai formatori, ai coordinatori, agli operatori del Terzo Settore, ma anche a chiunque abbia sperimentato quanto possa essere faticoso, e allo stesso tempo prezioso, costruire qualcosa insieme.
Lo consiglierei a chi pensa che lavorare da soli sarebbe più semplice, a chi fatica a trovare il proprio spazio in un gruppo e a chi, invece, tende a occuparne troppo.
Perché la cooperazione non riguarda soltanto chi guida. Riguarda ciascuno di noi, il modo in cui scegliamo di esserci, di ascoltare, di contribuire e di lasciare spazio agli altri.
Non è un libro che offre ricette per far funzionare i gruppi. È un invito a interrogarsi su come li abitiamo.
Un punto forte
La capacità di restituire complessità a una parola che utilizziamo spesso con troppa leggerezza.
Collaborazione è uno di quei termini che compaiono praticamente ovunque: nei progetti educativi, nelle mission delle organizzazioni, negli obiettivi formativi, nelle presentazioni dei gruppi di lavoro. Ma cosa significa davvero collaborare? Uno degli aspetti più interessanti della riflessione di Sennett è l’attenzione alla collaborazione come pratica, qualcosa che si apprende facendo e che può essere coltivato oppure progressivamente impoverito.
Da educatrice e formatrice, questo pensiero mi riporta inevitabilmente al gioco. Quando proponiamo un’esperienza cooperativa, non basta chiedere ai partecipanti di fare qualcosa insieme. Dobbiamo creare le condizioni perché ciascuno possa contribuire, trovare il proprio spazio, confrontarsi con gli altri e riconoscere che il risultato dipende anche da ciò che accade nella relazione.
E questo vale per i bambini come per gli adulti.
Forse il punto non è insegnare alle persone ad andare d’accordo, ma offrire occasioni nelle quali possano imparare a fare qualcosa insieme, anche quando non sono d’accordo.
Un’idea regalo…
Lo regalerei a un coordinatore appena nominato, magari convinto che il suo compito principale sia organizzare bene il lavoro degli altri.
Oppure a quella collega con cui ogni confronto diventa una discussione, ma con la quale, proprio grazie a quelle discussioni, si costruiscono spesso le idee migliori.
Lo regalerei anche a un gruppo di lavoro, come lettura condivisa da cui partire per interrogarsi sul proprio modo di stare insieme.
Non perché sia un libro capace di risolvere i conflitti, ma perché offre una possibilità interessante: smettere di considerare le differenze soltanto come ostacoli e iniziare a riconoscerle come parte del lavoro comune.
In fondo, cooperare non significa trovare persone che ci assomigliano. Significa imparare a costruire qualcosa anche con chi guarda il mondo da un’altra posizione.
L’autore
Richard Sennett è un sociologo e saggista statunitense che ha dedicato una parte importante del proprio lavoro allo studio delle relazioni sociali, del lavoro, della vita urbana e delle trasformazioni della società contemporanea.
Ha fondato il New York Institute for the Humanities e ha svolto attività accademica presso importanti istituzioni internazionali.
Tra le sue opere pubblicate in Italia da Feltrinelli troviamo “L’uomo flessibile”, dedicato alle conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale, e “L’uomo artigiano”, che approfondisce il rapporto tra abilità, esperienza e lavoro ben fatto.
Con “Insieme”, Sennett prosegue la sua riflessione sulle capacità umane, concentrandosi su quella particolare arte che permette alle persone di costruire relazioni e realizzare qualcosa insieme.
La pagella
| Leggibilità | 7/10 | Scrittura ricca e argomentata, che richiede attenzione. Non è una lettura immediata, ma offre numerosi spunti. |
| Concretezza | 8/10 | I riferimenti storici e sociali aiutano a comprendere la collaborazione come pratica, anche se non si tratta di un manuale operativo. |
| Collegamenti | 9/10 | Offre molte possibilità di collegamento con educazione, lavoro di équipe, formazione, comunità e Terzo Settore. |
