DAL TEATRO AI GENITORI: TRA PROVE E PROVA – AGO GENITORI 2

Gigi Cotichella 04/06/19
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Parlavamo di genitori e teatro. E a teatro ci sono le prove. Bisogna provare.

Mentre con i genitori no. Siamo in scena sempre ed è sempre la 1°, buona o no che sia.

Più che di prove, siamo messi alla prova e ci sentiamo in prova. Ma i nostri figli sanno che hanno noi come genitori e quindi in qualche modo bisogna andare avanti. Per farlo al meglio vorrei tornare al teatro e all’idea di prova, perché secondo me qualcosa prima ci è sfuggito.

A teatro ci sono le prove è vero. Ma alle prove si arriva “provati” …o meglio preparati. Cioè si è letto il copione, si è approfondito il tema, la storia, l’idea.

Certo che in famiglia non ci sono le prove del teatro: se sbaglio una frase con mio figlio non posso bloccare tutto, chiedere scusa e riprendere come se niente fosse. Ma dalle prove teatrali possiamo prendere quell’idea bellissima di essere preparati.

SCUOLE PER GENITORI?

L’ho sempre detto che non faccio scuole per genitori. Ho iniziato a dirlo a 27 anni e continuo a dirlo oggi a distanza di 17 anni. Perché nessuno può insegnare un ruolo che prevede l’originalità totale: non si è un genitore qualunque, si è genitori unici di quei figli unici. Perciò non faccio “scuole per genitori” che rilasciano attestati e qualifiche varie. Ma formazione per genitori sì. Tempi e spazi sacri dove farsi due domande in più, dove confrontarsi con qualche suggestione, provocazione e anche un po’ di teoria su quegli argomenti che ci toccano più da vicino. Tempi e spazi dove condividere. Prima di tutto con mia moglie o mio marito, il mio compagno o la mia compagna, poi con altri genitori. Il tutto per confrontarmi con me stesso. Per chiedermi ogni benedetto giorno, a che punto mi trovo in questo straordinario cammino.

LE PROVE…

Le prove ci ricordano che dobbiamo formarci, dobbiamo ritagliarci del tempo, proprio noi che tempo non ne abbiamo. Tempo per confrontarci con “altro”, per ritrovare noi stesso. Ma deve essere un “altro” di qualità. È quest’altro che fa la differenza!

Siamo abituati a pensare che nelle prove noi impariamo a memoria il testo, ma in realtà quello avviene prima. Nelle prove noi “proviamo” a recitare con gli altri: attori, performer, tecnici, costumisti, regista, ecc. Prima ci formiamo. Prima di andare in scena. Ma siccome da genitori siamo in scena sempre, formarsi prima è semplicemente formarsi sempre. Che non significa farlo in ogni istante, ma farlo costantemente. Con una certa periodicità: è una volta all’anno? Va bene… purché sia tutti gli anni senza sgarrare!

…E LA PROVA.

Prove o preparazione prima o poi ci arriviamo tutti. È il momento della prova. A volte è la “prova del nove” e noi facciamo i conti con quello che abbiamo seminato. A volte è la “prova del fuoco” e noi dobbiamo attraversarne uno particolarmente esteso. Ecco che allora la formazione entra in gioco. Non perché abbiamo una risposta per tutto, ma perché più tempo ci saremo formati, più riusciremo a rialzarci, ad andare avanti. A vivere il fallimento, se dovesse arrivare.

E quelli che ce la fanno senza aver fatto mai nessun incontro? E chi l’ha detto che la formazione sia solo negli incontri formativi veri e propri? La formazione la si fa in base a che tipo di video o di trasmissione televisiva guardi. La formazione è il livello degli incontri che fai. La formazione è data dagli ultimi 10 libri che hai letto e dalla loro qualità. La formazione è costruita nel telaio dei momenti che hai dedicato del tempo per vivere la tua spiritualità.

Certo poi ci sono i corsi, i momenti ad hoc, ma questi funzionano se si radicano su quanto ti ho detto prima. Sono validi se aprono a letture, nuovi incontri, approfondimenti, domande, e ancora nuovi momenti e tempi per sé.

Da qui poi ritrovare il dono per gli altri. Perché questo sono le prove: mettere quello che siamo (formazione remota) e quello che abbiamo imparato per l’occasione (formazione prossima) a disposizione di un lavoro con altri e per altri.

Per questo pur non essendoci “prove per genitori”, le prove teatrali hanno qualcosa dirci a noi genitori. E sarà per questo che a forza di provare qualcosa impariamo… ma a patto che ci formiamo nello stesso tempo.

 (Continua)

MA SI VA IN SCENA ANCHE IN FAMIGLIA? – AGO GENITORI 1

Gigi Cotichella 30/04/19

Vivere da genitori è un po’ come andare in scena. Lo credo da sempre. O almeno sicuramente da undici anni. Ed è qualche cosa di benedettamente vero.
Forse stai pensando che se andiamo in scena è perché stiamo recitando e quindi siamo falsi. In realtà le cose stanno un po’ diversamente e se hai due minuti di tempo ti spiego il perché.

FALSO o FINTO?

Lo diceva già il grande Gigi Proietti: “Viva il teatro dove tutto è finto e niente è falso!”. La falsità a teatro è quando senti che qualcosa che non va: gli attori ti sembrano quelli delle soap opera degli anni 80 in cui le emozioni sono così amplificate da risultare distorte, stonate, alterate, cioè false. La finzione teatrale è invece tutt’altra cosa. È l’accordo tra attore e spettatore: tutto quello che si vede è solo una rappresentazione, ma che deve essere reale. Per far sì che lo sia, l’attore attinge dal suo studio della storia, del personaggio e infine anche dal copione. Ma solo infine, perché lo sanno tutti che a copioni uguali non corrispondono interpretazioni uguali.
E non è così anche per noi genitori? Non c’è una storia, un soggetto da mettere in scena ogni mattina? Non capita anche a te di “fingere” un sorriso per tuo figlio mentre hai un problema sul lavoro? No, questo non è mentire. Tu non sorridi per ingannare, tu sorridi per un motivo più grande: sai che c’è altro, sai che l’amore per tuo figlio ti chiede questo. Ed è come per il teatro. L’attore magari non ama l’attrice che deve amare, perciò per essere vero in un amore finto, deve attingere la verità altrove. Ad un vero amore di cui ha fatto esperienza. Per questo i migliori attori, scelgono con quali testi confrontarsi.

MA IN FAMIGLIA È DIVERSO!

Ovviamente in famiglia noi amiamo veramente i nostri figli. Lì non abbiamo bisogno di “finzioni teatrali”. Ma l’amore deve diventare concreto, deve diventare fedeltà quotidiana a un progetto più grande. Perché i figli non sanno e non possono sapere come mai non permettiamo loro certe cose e ne obblighiamo altre. Chiedere a loro di capire, di seguirci perché hanno colto tutto, è come chiedere un applauso durante un debutto appena si apre il sipario!
Andiamo in scena. Perché siamo noi genitori che dobbiamo mostrare un valore e la sua passione, e questo non ci è sempre spontaneo. Siamo noi che dobbiamo portare avanti un sorriso in più, un impegno in più, un motivo in più: perché noi seminiamo in loro e non viceversa. Come dice una mia carissima amica: “I nostri figli ci guardano come il più attento degli spettatori, a loro non sfugge nulla!”.
LA GRANDE DIFFERENZA
In famiglia però, una differenza dal teatro c’è. A casa noi andiamo in scena ma senza copione perché nella vita quotidiana, non potendo sapere le azioni e le reazioni degli altri, è impossibile seguirne uno prestabilito. Ma possiamo fare un’altra cosa. Come si dice in gergo, possiamo “recitare a soggetto”. Il soggetto è il nucleo della storia, da cui poi si sviluppa la sceneggiatura e il copione. Il soggetto quindi è l’essenziale di quello che si vuole dire, nascosto nella storia che rappresenteremo.
Noi genitori andiamo in scena con un soggetto ogni giorno. Sono i nostri sogni, i nostri desideri, i nostri valori… e li portiamo in scena così come li abbiamo curati. Se il valore dell’onestà è appannato dalla mediocrità, dalla rincorsa a essere più furbi, allora lo porteremo in scena così. E i nostri figli lo impareranno così. E questo vale per ogni valore, per ogni fede.
Ora capisci perché credo fermamente che noi genitori siamo chiamati ad andare in scena ogni giorno in famiglia? Ma fidati è qualcosa di veramente bello, ci rende anche più protagonisti. Perché noi non siamo solo quello che sentiamo, ma anche quello che decidiamo: nei piccoli gesti che viviamo ogni giorno, mostriamo il soggetto di una storia più grande.
Perciò buon ruolo sul palco della tua quotidianità, da mamma o da papà. Se ti va continuiamo il percorso insieme e ci lasciamo aiutare un po’ dal teatro per andare in scena sempre al meglio di quello che possiamo fare e che riusciamo a vivere.

(Continua)

ATTORI E SPETTATORI

Un percorso in cui il teatro aiuta i genitori a scoprire come comunicare in famiglia, come divertirsi con i momenti più incandescenti, come ritrovare la sintonia di coppia. Nessuno saggio finale… perché lo spettacolo è in famiglia!

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