Gigi Cotichella presenta il libro “Filosofia del lavoro. L’impresa del pensiero nella gestione manageriale”. Evidenzia i punti di forza e le potenzialità che questo libro nasconde e porge il suo aiuto per approcciarsi a questo libro in modo più consapevole.
Che cos’è?
Un saggio che è un autentico viaggio in tutte le dimensioni del lavoro per riscoprirlo e viverlo come luogo di senso per la propria vita e per la vita delle comunità.
10 capitoli che toccano il senso del lavoro e le sue dimensioni fondamentali: l’importanza della relazione, il ruolo della crescita a 360°, la leadership, il talento, l’ascolto, l’appartenenza, il bene comune, l’etica del tempo e l’elogio del pensiero critico.
Quindi una visione a tutto tondo dove ci si può trovare più volte in alcuni passaggi, un modo per dare un nome ai tanti dubbi che spesso ci toccano nella nostra giornata lavorativa.
Perché leggerlo?
Tre motivi per leggerlo.
- Perché tocca nel profondo: se si è nel mondo del lavoro, sono tante le pagine che ci riguardano e ci fanno riguardare il nostro modo di lavorare.
- Perché riattiva la speranza: ci fa capire che possiamo fare qualcosa, passando dal necessario “dare il nome giusto al problema”, ma mostrandoci anche altre possibilità.
- Perché ci fa capire dove applicare la speranza: il libro è estremamente concreto, non come un manuale di attivazioni, ma come un sostegno al pensiero di base e all’azione consapevole.
Per chi?
Il pubblico ideale di lettori di questo libro è variegato.
È utile sicuramente a tutti gli HR e ai formatori che lavorano nelle imprese.
Da qui diventa ovvio il passaggio per tutte le persone che hanno responsabilità in azienda: imprenditori, manager, responsabili.
Così si capisce che diventa una lettura indispensabile per tutte le persone che vogliono rivedere il loro rapporto con il proprio lavoro.
Un punto forte
Credo che la forza sia proprio questo continuo passare da “botte di consapevolezze” a “idee da applicare”. Non è un libro che rimane vago, ma non è neanche un elenco di cose da fare. In qualche modo evita che creiamo scuse: evitando sia il nozionismo che la pedanteria, ci fa scoprire che possiamo fare e che possiamo fare molto, persino la differenza.
Un’idea regalo…
Personalmente lo regalerei a ogni formatore/formatrice che lavora con le imprese. Ho l’abitudine di segnare i passaggi di un libro che mi colpiscono con un sistema di sigle varie. Per questo ho inventato un simbolo che dice: “Da usare in formazione”.
L’autore
Non conosco Massimiliano Pappalardo, ma andrò a conoscerlo è certo. È un filosofo del lavoro e docente universitario, ma ha anche ricoperti incarichi manageriali in campo accademico e oggi è consulente aziendale e responsabile area sviluppo manageriale in VALEOin.com… da qui si capisce la capacità di mescolare idee e azioni, oltre al giusto tocco di creatività di chi ha collaborato con Carmen Consoli, Fondazione Gaber e che ha la mia stessa casa editrice.
La pagella
| Leggibilità | 8 | Pur essendo un libro per tutti, ha alcuni passaggi che richiedono di tornarci sopra. Non è per forza un male… ma non è un libro che divori. |
| Concretezza | 9 | Tantissima, ma (per fortuna) rimane un saggio e non un manuale, quindi l’ultimo decimo devi proprio aggiungerlo tu. |
| Collegamenti | 10 | Sia per i pensatori che cita e sia per i collegamenti mentali che ti fa fare. |
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