Il Manuale del Perfetto Incontro Formativo: il successo di un’esperienza!

UN SUCCESSO INCREDIBILE!

Davvero oltre ogni aspettativa. Da quello che doveva essere un solo gruppo di 15 persone siamo arrivati a 78 persone coinvolte in 4 gruppi. 78 da 16 regioni diverse, un range di 40 anni, uno spaccato di vita e di società: universitari, formatori, insegnanti, sacerdoti, suore, frati, educatori, volontari, psicologi, esperti di comunicazione!

Tutti insieme per approfondire il tema della formazione e scrivere insieme un libro per tutte quelle persone che ogni giorno si chiedono come formare al meglio delle proprie possibilità.

Un percorso che sta per chiudersi ma che ha voglia di puntare in alto ed altro… perciò continuate a seguirci perché oltre al libro nasceranno delle nuove iniziative sullo stesso filone che potranno interessarvi.

Nel frattempo noi chiudiamo il percorso… e poi iniziamo il lavoro editoriale!

Quattro proposte per l’estate

QUATTRO PROPOSTE PER L’ESTATE

Un tempo particolare. Quello che viviamo ma anche quello che vivremo. E in mezzo la sfida del ridire l’estate come “tempo educativo”, “tempo pastorale”, “tempo fecondo”.

Sono e siamo convinti che nessuna ha la risposta giusta o meglio che la risposta giusta sia nel cercare la risposta lì dove siamo con le forze che abbiamo. Forse saranno balbettii le nostre risposte, ma dobbiamo rispondere: la “non risposta” non sarebbe solo un errore, uno scivolone ma un autentico tirarsi indietro, un togliersi dal tempo, uno “scomparire” con conseguenze decisamente peggiori di ogni risposta che potremmo dare.

Ecco perché è bene ritrovarsi, parlare, riprogettare. E magari farsi aiutare. Perché da soli non ce la facciamo. Perché per accompagnare è bene anche farsi accompagnare.

Ed ecco allora le quattro proposte:

  1. PARLIAMONE… PER NON PARLARNE SOLTANTO.
    Un incontro per piccoli gruppi per affrontare la domanda che questo tempo ci pone: che cosa dobbiamo fare nella nostra realtà? Un fare però inteso come risposta esistenziale, un cercare di capire quale sia l’approccio migliore della nostra realtà educativa.
    Lo faremo partendo dalla pro-vocazione del documento APERTO PER FERIE e camminando insieme attraverso delle attivazioni che ci permetteranno di analizzare i bisogni della nostra comunità, ascoltare i sogni della nostra vocazione, vedere le possibilità nuove che questo tempo ci può far sperimentare.
    La formula prevede 1 o 2 incontri a seconda del contesto. Per gruppi fino a 16 persone. 
  2. PROGETTIAMO ONLINE PER LAVORARE ONLIFE. 
    Una nuova edizione di PROJECTUS: da lunedì 11 maggio fino al 30 luglio, chi compra una scatola di PROJECTUS riceve del materiale aggiuntivo GRATIS per utilizzare PROJECTUS anche a distanza utilizzando le piattaforme gratuite che ci siamo abituati ad usare.
    Se poi volete potete acquistare un pacchetto completo con: 1 INCONTRO DI FORMAZIONE INZIALE CON AVVIO PROGETTAZIONE + 1 SCATOLA + 1 KIT INFORMATICO.
    La formula prevede 1 incontro. Per gruppi fino a 7 persone.
  3. ADOLESCENTI QUESTI RI-CONOSCIUTI.
    Molti si stanno chiedendo se quest’estate non sia meglio progettare un centro estivo per adolescenti. Ecco allora un incontro per rimettere al centro gli ADOLESCENTI, per non trattarli più da sconosciuti ma da persone di cui se ne riconosce il valore.
    La formula prevede un incontro di formazione per mettere le basi per un centro estivo per adolescenti. Per gruppi fino a 16 persone.
  4. COMUNITÀ IN GIOCO
    Un’idea per formare un’Estate Ragazzi o un Grest un po’ più “smart” dove però le comunità si mettano in gioco.
    La proposta è ideale per chi volesse fare un oratorio diffuso con mini gruppi di bambini. Tutto ruota intorno ai giochi da tavolo. Un gioco da tavolo nasce sempre da una dinamica umana (diversa dall’ambientazione del gioco), questa dinamica è fortissima perché esperienziale. Perciò intorno a questa esperienza si possono inserire laboratori manuali, giochi liberi, attività diversificate momenti formativi e anche momenti di preghiera, in fondo Gesù ha insegnato con le parabole che si può partire dall’umano per mostrare il volto del Regno di Dio!
    Gli animatori si dividono in piccoli gruppi di lavoro e costruiscono 1-2 giornate su ogni gioco, in questo modo si ha una vera esperienza ecclesiale: ognuno lavora per gli altri e riceve aiuto dagli altri.
    Inoltre il gioco rende più facile l’esercizio creativo di connettere altre esperienze, rendendo protagonisti gli animatori permettendo una formazione più incisiva.
    Intanto si può lavorare con i più grandi per la costruzione di un coordinamento che sarà necessariamente più impegnativo.
    La formula prevede un incontro di formazione (per imparare la metodologia per progettare l’incontro) + 3 giochi in scatola a scelta tra il catalogo dei nostri giochi selezionati + un eventuale altro incontro per i coordinatori/adulti volontari per costruire il contorno organizzativo (…cioè il tabellone di gioco)!
    Il primo incontro è aperto a massimo 18 persone; il secondo a massimo 8 persone.

 

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AGO CHANGE 1

I DUE TEMPI DEL VIVERE

Anni fa mi capitò di fare una lunga ricerca sul senso del tempo. Fu in occasione della scrittura del primo vero spettacolo di varietà da prima serata. UNA GIORNATA DA DIO (Ammesso che sia in casa). Ero ovviamente ancora ad AnimaGiovane e fu una delle più belle avventure che mi sia mai capitata.

Tutto era incentrato sul tempo. Collaborammo in tanti e in tante modalità. Ma ci fu un pezzo che fu mio in tutti i sensi: un testo in cui interpretavo Gigio Scolino un cantastorie improbabile che doveva raccontare una favola sul tempo.

Appassionato di mitologia, conoscevo sia il mito di Crono, dio del tempo, padre di Zeus che divorava i suoi figli per non venire da questi deposto, sia la dimensione più filosofica per cui al concetto di cronos, il tempo che scorrendo inesorabile tende anche a divorarci, si unisce quello di kairòs, il tempo opportuno, il tempo bello in cui decidi e ti decidi.

Cronos, il tempo dello scorrere della sabbia nella clessidra
Kairòs, il tempo di tutte le meraviglie che puoi fare durante quello scorrere.

Decisi di riscrivere il mito della nascita degli dei facendo diventare i due, gemelli. Due facce della stessa medaglia. Inseparabili e confondibili. Ed è a causa di questa confusione che corriamo il rischio di vivere male il tempo che ci viene concesso.

Ho sempre pensato quello che c’è scritto nella frase: se anche non ci è dato di decidere quanta sabbia concederci, abbiamo tutto il potere di decidere su come vivere nel tempo di quella sabbia. Questo credo sia il senso del tempo.

Da quando Einstein ha formulato la teoria della relatività, diciamo che il tempo è relativo. Anche in campo esistenziale. Ma non nel senso di poco importante, nel senso di collegato al proprio stile di vita. D’altra parte lo stesso Einstein ebbe a dire: “Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando”.